Approfondimento: Jeremy Seewer

Lo svizzero parla del suo podio in MXGP

· 5 tempo di lettura

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Jeremy Seewer, il pilota del Team Monster Energy Yamaha Factory Racing, sta migliorando i suoi risultati ogni settimana. Nel Gran Premio di Indonesia ha ottenuto un altro podio, il secondo in carriera, e può alzare l’asticella degli obbiettivi a cui potrebbe puntare. È molto contento dei suoi progressi e dell’ambiente che lo circonda, come traspare perfettamente in questa esclusiva intervista che MX Vice gli ha fatto a Palembang.

MX Vice: Sembra tutto normale adesso. Come abbiamo detto in Lettonia sei un pilota da podio. Dovresti puntarci in ogni weekend. Terzo assoluto. Sei sicuramente contento ma credo che tu ora voglia puntare più in alto.

Jeremy Seewer: Si. È dura migliorare ancora in questo momento della stagione. Viaggiamo tanto e affrontiamo gare impegnative ma mi sento davvero bene in ogni pista dove andiamo. Negli ultimi conque GP le condizioni sono state molto differenti ma sono stato veloce in ogni condizione e sono salito due volte sul podio. Sarebbero potuti essere quattro. Naturalmente la fortuna gioca un ruolo importante, ma è lo stesso per tutti i piloti.

(Ray Archer)

In entrambe le gare avrei potuto piazzarmi meglio. Sono stato davanti a [Glenn] Coldenhoff nella seconda manche, a [Max] Anstie e altri nella prima. Dipende da me, ma io preferisco essere costante. Dici che sono terzo in campionato ma se Jeffrey [Herlings] fosse qui sarei quarto. Se Tony [Cairoli] fosse presente sarei quinto. Le gare sono così, ci sono molti piloti che hanno le carte in regola per puntare al podio.

Sono felice della mia posizione e di come stanno andando le cose. Come ho detto prima, il campionato è difficile da affrontare e il cervello umano è troppo piccolo per dimenticarsene completamente. Lo sappiamo tutti. Io provo a rimanere focalizzato sulla gara e a non pensare di battere questo o quel pilota.

(Ray Archer)

Qualche rimpianto per esserti fatto sperare da[Glenn] Coldenhoff nella seconda manche?

Un pochino si. Pensavo di averlo fregato, ho spinto forte per farlo ma lui stava andando forte e mi ha preso. Ho provato seguirlo e sono quasi riuscito a risuperarlo ma si è allontanato ancora. Sapevo di essere sul podio e ho pensato solo a finire la gara. È stata dura per me. Non era il caldo a dare fastidio, ma l’umidità e la pista molto stretta…

Sembrava un supercross. Non troppi salti ma tanta trazione che con il 450F ti sfianca. Credo che il prossimo fine settimana andrà meglio. La pista è meno tortuosa, più veloce ed anche il clima sarà più ventilato. Il grip sarà sicuramente minore. Probabilmente sarà più semplice.

Hai avuto problemi con caldo e umidità oggi? Quando è iniziata gara due ti sentivi di essere pronto per affrontarla?

Nella prima manche per dieci o quindici minuti ho seguito da vicino Tim [Gajser]. Mi ha distaccato un po’ ma non tantissimo. Ho iniziato a sentire il caldo così ho provato a rilassarmi e a tirare il fiato. Ho commesso due grossi errori così ho cambiato la mia strategia e ho ripreso a spingere. Spingevo, spingevo, spingevo. Volevo vedere fino a che punto ci riuscivo. Quando ho guardato la lap chart a fine gara ero molto felice. Tutti i piloti nel mondiale fanno così, non è facile la vita là fuori.

(Ray Archer)

Credo che siamo rimasti in un secondo per tutta la gara. Solo nell’ultimo giro siamo stati più lenti di un paio di secondi. Ero a pezzi dopo l’arrivo ma credo che sia stato lo stesso anche per gli altri. Mi sono ripreso bene e dopo mezz’ora ero già pronto. Sono tornato nella mia stanza in albergo, ho fatto una doccia e sono rimasto un po’ in palestra. Un piccolo ciclo di recupero che ha funzionato alla perfezione. Ho guardato la gara della MX2 sul mio telefono poi sono tornato a correre.

Mi fa piacere che mi hai ricordato la prima manche perché quando inseguivi Tim sembrava ci riuscissi abbastanza facilmente. Guardavo i tempi sul giro e a volte eri più lento di due decimi ma nel giro successivo riuscivi a recuperare. Sembrava che tenere quel passo non fosse difficile per te.  

No, no. Il passo era davvero buono ma credo che Tim fosse in grado di fare ancora meglio. Quando sei davanti hai fiducia e puoi permetterti di controllare e attendere le mosse dei tuoi avversari. Non è che può andare più veloce. Chiaramente ci prova sempre ad andare più forte possibile. Ha qualcosa in più nel taschino anche se il suo passo è già buono. La differenza è riuscire a tenere quel passo per tutta la durata della gara.

(Ray Archer)

Dici che probabilmente ha un extra che può giocarsi al bisogno ma credo che tu abbia fatto bene. Non sembrava che tu stessi andando oltre i tuoi limiti rischiando di cadere. La sensazione era che stavi andando così forte molto facilmente. 

Sto provando anch’io ad avere un po' di extra da giocarmi al bisogno perché essere sempre al limite è pericoloso. Puoi farlo se ne hai davvero bisogno. Usarlo all’ultimo giro o durante le cronometrate è un buo punto di partenza. In gara se vai troppo oltre il limite puoi commettere degli errori. È quello che provo a fare, specialmente sulla 450. Il mio obbiettivo per l’intero fine settimana è di guidare pulito, senza rischi cercando di guidare rilassato facendo correre la moto nelle curve per salvare energie. Non sprecare energie ti permette di essere veloce per più giri durante la gara.

Lasciando perdere la fantastica possibilità di avere la tua stanza di albergo praticamente attaccata alla pista, cosa pensi del tracciato? Molti piloti hanno detto che era meglio oggi che ieri.

La pioggia ha fatto diventare la pista come l’abbiamo trovata oggi, ed è stata la cosa migliore che poteva capitarci. Nelle prime due sessioni mi sentivo bene in pista. Era molto veloce e monotraiettoria. Non piatta ma piuttosto dura sotto. La pioggia ha cambiato tutto e i canali sono diventati più profondi. La gara degli amatori era nel fango ma l’hanno resa perfetta per noi. Credo che quest’anno qua e a Teutschenthal hanno fatto un ottimo lavoro di preparazione. Non l’hanno spianata troppo durante la notte, solo dove serviva. Hanno lasciato i canali e l’hanno bagnata perfettamente. È un po’ corta ma hanno fatto un buon lavoro. Era possibile superare e c’era tutto quello che serviva.

(Ray Archer)

Credo sia arrivato il momento di chiederti qualcosa del 2020. Chiaramente il tuo contratto è in scadenza. Sappiamo che Yamaha è impegnata su molti fronti. Vorresti rimanere dove sei o stai parlando anche con altri team? C’è interesse intorno a te? Credo che faresti comodo a qualsiasi squadra.

Non tutti ma a dire la verità sono in una bella posizione. Stiamo vedendo come evolvono le cose. Ho bisogno di po' di tempo perché non voglio prendere decisioni affrettate ma credo che le premesse siano ottime. Stiamo aspettando come dici tu. Yamaha sta cambiando molte cose e stiamo aspettando alcune risposte per valutare le varie opzioni. Credo che in paio di settimane ne sapremo di più. Per ora ci sono ancora troppi punti interrogativi.

Intervista: Lewis Phillips | Immagine Principale: Ray Archer

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