Lorenzo Camporese, un Italiano in America: #2

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Questa volta la sveglia suona più tardi che ad A1, dormiamo molto vicino allo stadio e possiamo prendere le cose con più calma, avendo visto le procedure alla prima gara. Sono carico, ben riposato e pronto ad una bella giornata di gara. Apro la finestra, 20 Cm di neve, non ci credo…haha fa un freddo glaciale. Super colazione ed io e Mattia ci avviamo verso lo stadio col Nostro Chevy Bianco, preso a noleggio in California e reduce da 3000 chilometri di viaggio per arrivare a St.Louis. Per farci stare le moto successivamente abbiamo dovuto persino togliere i sedili passeggeri!

Vedo lo stadio: è  immenso, non avevo mai visto uno stadio cosi grande tutto al coperto in vita mia, il paddock è riscaldato e all’interno ci sono già tutti i bilici dei team ufficiali. Apriamo il nostro gazebo in prestito dal mio amico Nik di Nlab, che mi sta aiutando con delle bellissime grafiche per ogni gara, all’ombra, se così si può dire, di questi colossi Factory! ma è proprio questo il bello, godersi il panorama di un dietro le quinte che in pochi hanno la fortuna di vivere, e io mi ritengo uno di questi pochi fortunati.
Prove fatte! Pista moooolto più tecnica di Anaheim 1, sono a mio agio, niente rimproveri questa volta! Anzi, ci rendiamo subito conto di essere competitivi e di avere le carte in regola per accedere alla finale. Sto camminando dentro il corridoio, sotto gli spalti, al fianco di Mattia che spinge la moto, c’è un’energia indescrivibile, uno stadio da circa 60000 persone quasi pieno che urlano per lo show iniziale nel quale vengono presentati i piloti.
30 secondi, giù il cancello, sono partito bene… Sono ottavo, ci rimango per qualche giro, so che ne passano solo nove! sto dando tutto…Nono, mancano tre minuti, pochi direi…percepiti come un infinità, mi passano ancora un paio di Rider tra cui un KTM troy lee design Factory e finisco così la mia seconda Heat in carriera in P12! sono contento. Un morso alla barretta, un pacchetto di laminate ai miei Scott e Mattia mi fa segno che è ora di andare alla LCQ, mi schiero tra i primi al cancello, ne passano solo quattro,  vogliamo tutti la stessa cosa. La finale.
Partenza tra gli ultimi, sono arrabbiatissimo! Vorrei piegare in due il manubrio tra un salto e l’altro, ma l’unica cosa che posso fare è dare tutto…non è mai detta l'ultima parola. 5 minuti + 1 lap, questa volta sono sembrati un secondo, è già finita…alzo gli occhi al tabellone sono quinto, ne passano 4…Che rabbia! Che frustrazione sapere di essere cosi vicino all’obbiettivo a cui ho sempre ambito…
Arriva Mattia con la tabella con scritto “va bene cosi"   –  High Five, e mi dice: "Grande Lory, ci siamo quasi! continuiamo cosi…però che partenza disastrosa mi hai fatto!" Ad ogni modo è stato un weekend molto positivo e in crescita. Compiti extra per la settimana: PARTENZE, haha oltre ovviamente a tutto il resto! Ci aggiorniamo per il prossimo fine settimana, ora pensiamo a farci questi altri 3000 chilometri di ritorno! un Grazie a Mattia che crede in questa avventura tanto quanto me e a tutti voi che mi seguite dall'Italia! A presto!!
Testo: Lorenzo Camporese | Immagini: Lorenzo Camporese
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